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404.06 / Memorie della pelle. Alice Padovani, Francesca Piovesan

mostra a cura di Donato Faruolo nell’ambito delle attività di Ori e orazioni. Galleria civica di Armento

14 aprile 2024 — 14 luglio 2024
Cappella dell’Anniunziata
Armento — Potenza

La mostra ha un triplice scopo: è sia un racconto trasversale nella produzione delle artiste, sia la presentazione dei risultati di una residenza artistica, sia un discorso di interlacciamento della loro opera al progetto culturale di Ori e orazioni, galleria civica di Armento. Un’operazione essenzialmente focalizzata sulla cura del senso, della proficuità di un incontro tra urgenze inaspettatamente complementari, quelle della produzione artistica e quelle delle forme della cittadinanza contemporanea, in luoghi che vogliono fare della loro distanza dai centri l’opportunità per parlare di una condizione di necessaria “eccentricità”, del bisogno universale – e non solo armentese – di coltivare le alterità, dopo decenni di coltivazione del complesso dell’inappropriatezza al mondo moderno e globale.
Individuate con il conferimento del premio “404” nell’ambito della terza edizione di Mediterranean art prize (Monteserico, 2023), il profilo delle due artiste è tracciato attraverso l’allestimento di oltre dieci opere ciascuna, selezionate tra le produzioni recenti in grado di sostenere l’appropriatezza e il senso di una “presenza” in un luogo e in un tempo specifici. Il lavoro di Alice Padovani e Francesca Piovesan, infatti, è apparso da subito straordinariamente eloquente nell’ottica di offrire un contributo all’indagine che la nuova galleria civica stava cominciando a intraprendere. Accade ad Armento, cinquecento abitanti sulle montagne dell’entroterra lucano, ed è un discorso intorno alle figure guida dei santi siculo-bizantini Luca e Vitale e al proposito di far riemergere, attraverso azioni e politiche, la traccia di una matrice culturale italo-greca sepolta da spinte assimilative e conformanti. La galleria e la sua collezione permanente di icone sacre sono diventati l’impulso per fare del paese un punto di osservazione e di azione sui fenomeni del contemporaneo in una chiave altamente specifica.

404.06 / Memorie della pelle. Alice Padovani, Francesca Piovesan

Donato Faruolo, Curatore della mostra

Dare forma al tempo che si abita è la meno essenziale e al contempo la più determinante delle esigenze umane. In tempi di scarsità, la società è naturalmente portata a concentra le proprie energie sulle attività che consentono la salvezza e il sostentamento di base, e si ritiene talvolta che tale discernimento comporti – anzi, quasi necessiti moralmente – l’esclusione delle facoltà …

Chi cambia cosa: quando il timbro macchia più le mani che il foglio

Aniello Ertico, Presidente di Porta Cœli Foundation

Che gli umani abbiano confuso la loro propensione evolutiva con l’emancipazione dall’essere un “uno” con il resto della realtà (nelle sue indeterminabili forme e dimensioni), sembra più un’evidenza che un’ipotesi.
A furia di celebrare la facoltà all’autodeterminazione rischiamo di rimuovere la più meravigliosa delle facoltà umane: l’interazione di sistema, reticolare e